Piatti tipici del Lago di Como: cosa devi provare in autunno

Piatti tipici

Preparati perchè ti verrà un’acquolina che non hai idea! Qualche settimana fa ho pensato che avrei dovuto parlare un po’ dei piatti tipici della zona qui sul blog, perchè ogni viaggiatore che si rispetti vuole gustare nel vero senso della parola il posto che sta visitando.

Ma ho pensato che fare delle semplici ricerche online sarebbe stato troppo poco. Così mi son detta: “Ma perchè non andare in qualche ristorante o rifugio ad assaggiare qualcosa?”. Eh certo, cosa non si fa per amore del proprio lavoro?!

Tra l’altro, proprio in questa stagione si svolge l’iniziativa “Sapori d’Autunno” promossa da “Montagne del Lago di Como”. T’ispira eh? Nei mesi autunnali i ristoranti e rifugi che aderiscono all’iniziativa, propongono menu di degustazione a prezzi ridotti per offrire a turisti e non di assaggiare piatti tipici e prodotti locali.

Come se non bastasse, si avvicinava anche il mio compleanno ed ho deciso di applicare uno dei proverbi più noti ed utili: “Prendere due piccioni con una fava!”.

Ma ci scommetto che ti stai consumando dalla curiosità di sapere cosa bolle in pentola, vero? Ok, andiamo.

Dove ho assaggiato i piatti tipici

Tra la lista di ristoranti e rifugi disponibili ho scelto Ristoro Genio, un po’ perchè non c’ero mai stata ed un po’ per la location.

Se vuoi posso raccontarti un attimo del posto e del Ristoro Genio, così potrai immaginarti meglio anche il sapore dei piatti!

Troverai facilmente questo ristorante di montagna perchè si trova poco dopo l’arrivo all’Alpe Giumello, proprio sul piazzale del parcheggio. Dall’interno del locale si gode ancora della vista spettacolare che già cattura lo sguardo appena arrivati quassù, a 1550 m s.l.m.

Il versante nord della Grigna, da questa prospettiva ed altitudine è impareggiabile: sembra di poterci arrivare con un balzo.

Di fronte all’ingresso, il Monte Muggio ti invita a raggiungere la sua cima, ma stai attento: forse è meglio farlo prima di mangiare, altrimenti tutti quei buoni piatti potrebbero renderti difficile la salita!

Pensa che prima il locale era una distilleria ed è stato adibito a ristorante solo negli ultimi anni. E così oggi oltre all’Amaro Monte Muggio, si possono gustare pizzoccheri, gnocchetti, selvaggina, funghi e, naturalmente, polenta taragna. Attento: ti scende la bava dalla bocca!

I piatti tipici proposti dal Ristoro Genio

Sai che il giorno in cui ci sono andata c’era una nebbia sulla strada che salendo non si vedeva più di un metro alla volta? Forse anche meno!

Arrivo su nel piazzale e tutto cambia: sopra di noi il cielo azzurro ed un sole pazzesco, sotto di noi un mare di nuvole da cui spuntavano alcune cime come degli scogli.

Entriamo nel ristorante ed il locale mi piace subito per due motivi: la stufa a pellet accesa e la familiarità che offre una calorosa accoglienza.

Ci sediamo, ordiniamo del vino rosso e leggiamo il menu: i primi piatti tipici ad arrivare saranno dei ravioli con ripieno di castagne e trofie al ragù di capriolo. In generale i primi piatti sono sempre le mie portate preferite ed anche questa volta non hanno deluso le aspettative, anzi!

Primi piatti ristoro genio

I ravioli: tra i piatti tipici più noti

Io adoro i ravioli! Un quadratino di pasta che racchiude un ripieno misterioso, caldo, morbido e gustoso: non è una cosa eccezionale?

In Valsassina i ravioli sono un must e, forse, in pochi lo sanno o ci pensano. Dai confessa: anche tu hai abbinato l’alta montagna e l’aria fina a polenta e salsiccia! Invece no: sai cosa si cucina per le feste dei santi patroni nei paesi della valle? Proprio i ravioli!

Si chiamano “Scapinasc” e sono nati nel ‘600. In origine erano solo con ripieno dolce, poi è stata aggiunta la carne. No, non sto a raccontarti tutta la storia. Ti racconto solo il gusto che si sprigiona quando mordi il centro ed il burro fuso ti cola sul mento. O meglio, te lo lascio immaginare!

 

Le castagne: da piatto povero a ingrediente raffinato

Quando ho assaggiato il primo raviolo al Ristoro Genio ho trovato un sapore che non mi aspettavo. Certo, avevo letto che erano alle castagne ma non mi ero immaginata il gusto. Come è andata? Me ne sono innamorata al primo boccone!

Devo dire che sono particolarmente affezionata alle castagne perchè all’asilo, ad un certo punto, avevo un grande foglio per le presenze e sul mese di Ottobre c’era disegnata una grossa castagna: ogni giorno coloravi un pezzettino. Essendo il mese del mio compleanno, ho messo tutto assieme ed è venuto fuori che le castagne mi stanno particolarmente simpatiche. E non sono l’unica!

In Valsassina la castagna è un frutto molto apprezzato ed ogni anno arrivano compagnie e gruppi a fare le “castagnate”. Anticamente era l’ingrediente principale della tavola dei poveri: addirittura si usavano per pagare l’affitto di un campo o di un bosco.

Oggi le cucine dei ristoranti hanno riscoperto le castagne e le propongono in diverse preparazioni: le troviamo nei primi piatti come i ravioli, nelle minestre, nei risotti, nei secondi di carne e selvaggina e, per finire, nei dessert. E non dimentichiamo la farina di castagne!

Polenta, funghi e cervo

Poteva mancare la polenta fra i piatti tipici?

Assolutamente no! Chi arriva qui e torna a casa senza mangiare della polenta incorre in sciagure e malanni per giorni e giorni. Va bene qualsiasi preparazione, purchè ci sia della polenta dentro.

È il piatto magico che si abbina con tutto e che accontenta tutti. Perfetta in una fredda giornata d’inverno con uno spezzatino, ottima in una calda giornata di luglio ad un rancio alpino.

Ristoranti e rifugi si sbizzarriscono con la polenta e la propongono fra i piatti tipici anche in versione dessert.

Non mi addentro nei meandri della filosofia delle dosi di farina e delle proporzioni tra quella gialla e quella nera perchè potrei sollevare un vespaio. Sappi però che se ti fermi in tre zone diverse del Lago di Como, assaggerai tre polente diverse. Non c’è quella giusta o quella sbagliata: ognuna è frutto della tradizione e dipende anche dalla pietanza a cui si accompagna.

 

Il formaggio di capra sulla montagne del Lago di Como

A Giumello ho mangiato la polenta con un intingolo con ricotta di capra stagionata. Non ero abituata a questo sapore forte e deciso, ma se sei un buongustaio ed appassionato di questi formaggi troverai pane per i tuoi denti.

La lavorazione del latte di capra è molto diffusa sul Lago di Como, in particolare in Valsassina. Si parte dal suo gusto particolare e si arriva prima a dei prodotti freschi, poi a pasta molle con stagionatura breve ed infine a pasta dura con stagionatura lunga.

Io mi fermo ai caprini freschi, prodotti artigianalmente è chiaro, ma non vado oltre. I caprini stagionati, sapientemente conditi con olio ed aromi naturali, sono troppo per me!

Torte ristorio genio

Dopo i piatti tipici, l’amaro del posto

Dopo questo secondo piatto molto ricco, a base di polenta, ricotta di capra, funghi trifolati e bocconcini di cervo sfumati allo Chardonnay, è arrivato un intero tagliere carico carico di torte. C’erano una crostata con le noci, il castagnaccio ed una torta di pane.

Visto che avevamo mangiato come dei bonzi, i gestori si sono offerti di darci da portare a casa l’ennesima prelibatezza che avevano in serbo per noi: lo yogurt di loro produzione.

Due vasi di yogurt naturale, una quantità equivalente a quattro vasetti da 125 ml. Potrei dire che li abbiamo mangiati a merenda per dei giorni, ma mentirei perchè non sono arrivati al secondo. Era troppo buono e i

l fatto di sapere che fosse assolutamente sano ha accelerato il processo di divorazione!

Adesso che ti ho raccontato di tutte squisitezze ci vorrebbe un goccetto di Amaro Monte Muggio: è un infuso di erbe valsassinesi, miscelate secondo una ricetta segretissima, ma pluripremiata. Che dici: ci facciamo un bicchierino?

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