Una giornata a Gravedona: 3 cose che ho scoperto ( E devi sapere anche tu)

Gravedona articolo

Sì, lo so. Non è molto bello da dire, ma è la verità. Fino a qualche mese fa conoscevo Gravedona solo per via dell’ospedale.

Non sapevo se ci fosse qualcosa di interessante da vedere come una villa, un museo, dei monumenti, delle chiese. O meglio , conoscevo Santa Maria del Tiglio ma non in modo approfondito. E comunque mi fermavo lì.

Però mi ha sempre attratto perchè già quando arrivi a Colico vedi la piana di Gravedona: spiccano subito il Palazzo del Gallio e la chiesa di cui ti parlavo prima. E mi dicevo: “Ma ci sarà sicuramente qualcosa di interessante anche lì!”.

Devo ammettere che ho fatto fatica a trovare informazioni interessanti e dettagliate. Così, ho deciso di andare ad esplorare questo paese dell’Alto Lario a modo mio.

Anche tu sai proprio poco di Gravedona? Allora vieni con me che ti racconto quello che ho scoperto!

Centro storico Gravedona

1. Il centro storico di Gravedona è molto valorizzato

Come ti dicevo, non sono riuscita a trovare informazioni molto preziose prima di visitare il paese. Quello che ho scoperto l’ho imparato dalle targhette poste nelle vie del centro storico.

Sì, questa iniziativa mi ha colpito molto e la trovo geniale. Troppo spesso pensiamo che i piccoli paesi abbiano poco da raccontare. Ma forse non ci accorgiamo di quanto sia interessante per chi viene da fuori ricevere anche le informazioni che reputiamo più banali e scontate.

Per esempio, ho visto delle vie intitolate a persone che anticamente abitavano lì oppure dei testi multilingua sotto il nome di una piazza che racconta perchè quel posto ha preso quel nome. Mi viene in mente la “Via Sale” o la “Via Fosso”.

A Gravedona c’era un castello

A proposito di “Via Fosso”, la cosa più interessante che ho scoperto è questa: Gravedona anticamente era un castello. Non te lo aspettavi vero?

Pensa che non lo avrei mai saputo se non avessi visto quel piccolo cartello. Sì, lì ho letto che quella via si chiama “Fosso” perchè ci passava il tipico fossato che circondava i castelli medioevali.

In particolare, la parte di Gravedona dove si sviluppò il castellum è quella che si trova a strapiombo sul lago, la parte più alta.

Quello che ti sto dicendo risale al X secolo, quando il borgo iniziò a svilupparsi in epoca comunale. Immagina Gravedona arroccata su questo spuntone di roccia, che guarda il Lago di Como fino a Bellagio e controlla quelle che erano le vie di comunicazione verso Como, Milano e la Svizzera.

Resta ben poco di questo passato, ma il punto più bello è il Belvedere appena fuori dall’antica chiesina di San Vincenzo. Ci sono delle panchine dove si potrebbe stare delle ore a guardare il lago e le montagne!

Belvedere gravedona

Dopo essersi sposato Volta abitò a Gravedona

Dopo una salita di quelle che ti devi fermare dieci minuti per recuperare un battito cardiaco accettabile, ho trovato un’altra cosa interessante.

Su una casa vicino a Piazza Motta c’è una targa dorata: racconta di un ospite illustre che ha trascorso dei periodi di villeggiatura, cioè Alessandro Volta. Sì, proprio lui.

Certo è normale sentir parlare di lui qui sul Lago di Como, ma non sapevo che fosse legato anche a Gravedona.

In questa casa nel centro storico Alessandro Volta passò alcuni giorni dopo essersi sposato. Tornò anche altre volte in villeggiatura e durante queste giornate passeggiava o correva nei dintorni, come al Forte di Fuentes o a Gera o a Sorico. Poi ospitava amici e faceva esperimenti che, come dice la scritta, hanno preceduto il “miracolo della pila”.

Tira su i cler

Sai quanto sono minuscole e strette alcune vie di Gravedona? Nei piccoli paesi è normale. Però camminando tra queste piccole strade ho scoperto un’altra iniziativa che non è altrettanto comune negli altri borghi.

Si tratta di “Tira su i cler”, che sarebbe “alza le saracinesche”. È un’altra idea simpatica ed intelligente per attirare l’attenzione di chi passa fra questi vicoli e vicoletti.

In cosa consiste? È molto semplice: alcune antiche botteghe sono arredate proprio come una volta e raccontano di mestieri e di tradizioni.

Per esempio c’è la bottega di un macellaio, con bilance e strumenti del mestiere. Poi c’è un atelier con manichini, macchine da cucire e ferri da stiro. E c’è anche l’interno di una casa con una stufa ed una credenza con prodotti di qualche decennio fa.

Palazzo Gallio Gravedona

2.Palazzo del Gallio apparteneva ad un Cardinale

Sai che ho trovato una viuzza che mi ha portato proprio ai piedi di Palazzo Gallio, su una piccola spiaggetta nascosta? Molto suggestivo!

Il palazzo si trova dove anticamente c’era il castello. Fu il cardinale Tolomeo Gallio a farla costruire verso la fine del 1500. Purtroppo, quando la dimora venne terminata il Cardinale era morto e passò ai suoi nipoti. Nemmeno loro però la utilizzarono mai come residenza; divenne addirittura un ospedale, finchè nel 1800 passò a dei privati.

Oggi è la sede della Comunità Montana.

Ti descrivo brevemente il palazzo

Per la forma e l’imponenza ricorda un po’ l’idea di castello, visto che, appunto, si trova proprio dove sorgeva la costruzione medioevale. Però non stona con le altre ville del Lario, perchè la facciata che dà sul lago e quella verso la montagna ricordano molto le ville rinascimentali.

E come ogni villa lariana che si rispetti, anche Palazzo Gallio aveva un favoloso giardino molto rinomato, ricco di specie rare e camelie. Non a caso, infatti, ogni anno si tiene la “Mostra delle Camelie”.

All’interno del Palazzo ci sono decorazioni ed oggetti di grande pregio. Dall’ingresso si accede al salone che è il centro di tutta la residenza.

Non l’ho ancora visitato, ma dalle informazioni ho capito che già il salone deve essere notevole: la volta, i ritratti sulle pareti, la piccola cappellina  con decorazioni pittoriche devono essere molto interessanti. Tra gli altri elementi di valore ci sono gli arredi lignei e alcune tele che appartenevano al Cardinale.

Santa Maria Tiglio Gravedona

3.Santa Maria del Tiglio di Gravedona è un esempio di romanico lariano

Come dicevo prima, una delle cose che spiccano subito di Gravedona e che si vede anche dall’altra parte del lago è Santa Maria del Tiglio.

Secondo me è una chiesa bellissima, sia dentro che fuori. Colpisce subito per come è slanciata verso l’alto, con il suo campanile che svetta sul lago.

Questa chiesa non è solo bella da vedere, con i suoi colori che si sposano perfettamente con quelli del lago. È anche uno scrigno d’arte e di storia, ricco di curiosità per gli appassionati.

Pensa che si tratta di un edificio battesimale risalente al XII secolo, ma che è stato costruito su uno precedente  del V secolo. Dei lavori di restauro, a metà ‘900, hanno riportato alla luce alcuni mosaici e la struttura dell’edificio.

Due parole sul Romanico lariano

Santa Maria del Tiglio è un chiaro esempio di romanico lariano. Ok, ne conosco ancora troppo pochi ma voglio dirlo: è il mio esempio preferito di questo stile.

Ciò che la caratterizza e che è tipico di questo tipo di architettura è la semplicità. Linee chiare, pulite, poche decorazioni. Materiali semplici e del luogo.

Infatti quando iniziò a diffondersi in pieno Medioevo, lo stile romanico portò diverse novità in campo di architettura. Una di queste è che si provavano le tecniche direttamente nel cantiere, cercando nuove forme e risolvendo di volta in volta i problemi.

Così nascevano chiese che avevano sì uno stile simile, ma caratteristiche peculiari a seconda di ogni cantiere e località.

Non so se hai in mente le chiese padane di epoca medioevale: risalgono allo stesso periodo ed allo stesso stile, ma qui venivano usati i mattoni.

Sul Lago di Como invece abbiamo pietre estratte dalle cave o dai corsi dei fiumi. In particolare, la chiesa di Gravedona è fatta di marmi neri e bianchi che si alternano.

Ok, non mi dilungo oltre in tecnicismi. Però hai visto quante cose interessanti e preziose anche in un piccolo borgo come questo?

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