Como: una città da visitare a tutto tondo. Ecco cosa vedere

In questo articolo voglio raccontarti il mio ultimo viaggio sul Lago di Como: questa volta ti accompagno a Como, per una visita a 360° di questa bellissima città.

Allora, sei pronto? Partiamo subito!

Innanzitutto devo fare una delle mie solite confessioni.

Pur amando il Lago di Como e pur vivendo qui vicino, sono stata a Como pochissime volte nella mia vita.

Per la precisione, prima di questo mio viaggio, avevo calcato il suolo della città solamente due volte: nell’estate 2017 in collaborazione con Acqua Chiarella per il lancio della loro nuova etichetta ed a Natale 2017 in occasione di “Como città dei balocchi”.

Nel primo caso ci sono rimasta per un paio d’ore e quindi non ho visto niente, a parte il retro della Cattedrale.

Nel secondo, ci ho passato un pomeriggio ma nevicava così fitto che non si vedeva niente!

Dico davvero!

Como è stata una vera scoperta

Sta di fatto che appena ho visto il Duomo, la piazza così aperta e spaziosa, ho capito che Como mi sarebbe piaciuta.

Insomma, l’ho subito paragonata alle città delle grandi gite delle elementari.

Verona, ad esempio, oppure Padova.

Ci scommetto che da bravo scolaretto anche tu sei stato in almeno una di queste due città in gita!

Beh, comunque mi sentivo attratta dalle bellezze artistiche che questa città sembrava racchiudere e, dopo aver visitato per bene Lecco, era la volta di Como.

Ed è stato un vero viaggio di scoperta: non avevo appigli e quindi ho cercato su blog e siti dedicati i punti che non dovevo assolutamente perdermi.

Il risultato?

Ho visto Como a 360°, nel senso che l’ho ammirata da diversi punti panoramici, ma non solo.

Ho sostanzialmente percorso tutta la sua storia, dall’età preistorica all’età moderna.

Sembra impossibile eh?!

Questa è la cosa che mi porto a casa di questo viaggio: la sensazione di aver visto la città nella sua completezza.

Ovviamente, in quattro giorni non ci si può immergere a fondo in un posto nuovo.

Però le cose che ho imparato sono una buona infarinatura da cui partire.

E qui partiamo davvero, altrimenti va a finire che ti stufi e chiudi questa pagina.

(Non farlo ti prego :))


Da dove vedere Como

Non seguirò il filo cronologico del mio viaggio.

Prima voglio farti fare la visita panoramica della città, poi facciamo uno zoom sul centro e ti racconto cosa vedere a Como.

La città è incastonata in una conca, proprio dove finisce il ramo comasco del lago.

Bella scoperta, eh?!

Ok, questo lo sanno tutti.

Ma quello che forse non sai è che quando sei a Como l’ultima cosa che ti viene da pensare è che quella lingua di lago continui su su su fino a Colico.

E non in modo lineare, no!

È tutto pieno di insenature, di promontori e rientranze, tanto che le montagne ti chiudono la visuale e tu ti puoi solo immaginare ciò che c’è dietro.

Bellagio, il lago che si divide e va a Lecco, la catena delle Alpi.

Sì, la sensazione di sicurezza, di luogo fuori dal mondo, non la puoi conoscere se non sei lì.

Brunate ed il faro Voltiano

Eppure, Como è una città di più di 83 mila abitanti, con un porto, una stazione, una rete infinita di autobus, autosilo con centinaia di parcheggi l’uno.

Il mercato del sabato mattina da solo riempie tutta la via che circonda il centro storico e la fatica che fai nel raggiungere il parcheggio ti fa pensare tutto, tranne che sei in un luogo sicuro e fuori dal mondo.

E lo pensi ancora meno se guardi Como da Brunate, meglio ancora dal Faro Voltiano.

Sono salita a Brunate con la famosa funicolare: se cerchi Como su google, i primi risultati riguardano proprio questo delizioso borgo ed il modo tutto suo di raggiungerlo.

La funicolare è una specie di trenino che parte dal Lungolago di Como, piazza Alcide de Gasperi per la precisione, e che sale sul ripido versante della montagna fino a Brunate.

So che quando la vedrai, ti farai una domanda che tutti si fanno.

“Ma quando ci sei dentro ti accorgi della pendenza? Come fai a stare in piedi??”

E quindi… non ti do la risposta, altrimenti perdi il gusto della scoperta.

Insomma, sono arrivata a Brunate e subito ho verificato che è una di quelle chicche imperdibili che diverse città italiane possono vantare.

Un panorama del genere, però, ce l’ha solo Brunate.

Non hai idea delle ville che ci sono!

Nell’Ottocento numerose famiglie benestanti del milanese ci hanno costruito le loro case per le vacanze, principalmente in stile eclettico e liberty.

Il centro storico è molto pittoresco e caratteristico, con viuzze a scalinate e case variopinte.

La salita con la funicolare dura pochi minuti; una volta arrivata nella piazza ho deciso di raggiungere il punto più panoramico: il faro voltiano.

Si tratta di un chilometro e poco più di mulattiera, un percorso semplice ed abbastanza ombreggiato.

Dopo un gustoso pranzo al ristorante “Acqua Ciara”, sono salita in cima al faro (per la modica cifra di 2 €)

Qualche rampa di scale a chiocciola e si è aperto davanti a me un panorama immenso.

Da cosa inizio?

Dalle Alpi: fra te e loro ci sono città, boschi, fiumi, persone, case… ma le prime che noti sono loro!

Immense e bellissime.

Il lago: blu, come solo può essere in un giorno terso d’estate.

La pianura immensa che finisce dove inizia l’orizzonte.

E la città di Como: grande, piena di edifici e di persone che sembra di veder brulicare.

Eppure, se guardi bene vedi che a separare Como dalla pianura c’è una piccola collina verde.

Castel Baradello e la sua torre

È quello il secondo punto da cui ho osservato tutta Como.

Per la precisione mi trovavo sulla torre del Castello Baradello.

Questa volta, tenendo le spalle verso la pianura, si ha una percezione molto diversa della città.

Innanzitutto, per prima cosa ne ho compreso la struttura.

Passandoci in auto alla ricerca di un parcheggio, sembra confusionaria e non la si comprende.

Invece, dall’alto e per la precisione dal quel punto, si capisce che è come divisa in due.

La parte del centro storico è molto ordinata e rispecchia ancora la struttura romana della città.

Le vie sono dritte e si intersecano perpendicolarmente l’una all’altra, dando vita ad una forma geometrica e precisa.

Ma fuori dal centro storico, le strade che scendono dalle colline e che arrivano dalla pianura, entrano in città disegnando linee più sinuose.

La differenza tra le due parti della città è riconoscibile a colpo d’occhio.

Tranquillo, più avanti ti racconterò meglio come si è strutturata la città nel tempo.

L’altra cosa di cui ti accorgi subito è ciò che ti dicevo prima.

La città sembra incastonata in una nicchia un po’ fuori dal mondo.

Non mi credi?

Allora devi salire sulla torre del Baradello.

Ci arrivi con una breve camminata nel Parco Spina Verde.

Io ho parcheggiato nell’Autosilo Val Mulini e poi ho raggiunto l’imbocco del sentiero che conduce nel parco.

Ci sono ben 13 itinerari che si possono percorrere incrociando i diversi sentieri.

Ciascuno, porta alla scoperta di diversi aspetti legati alla città.

La conformazione naturale, la storia ed addirittura la preistoria.

Per informarti sul parco e sugli itinerari possibili, vai qui spinaverde.it.

Torre Baradello è proprio il primo punto di interesse che si incontra salendo da Piazzale Camerlata.

È accessibile secondo un calendario di aperture che devi consultare su visitcomo.eu .

Io non l’ho visitata internamente, ma già dalla cima delle scale è possibile godere del panorama.

Cosa vedere a Como per scoprirne l’essenza

Allora, come ti sembra?

Inizi ad avere una visione più completa della città?

Ora ti guido alla scoperta della sua storia, perchè come ti ho detto ho conosciuto Como a 360° anche dal punto di vista storico.

Non preoccuparti, non voglio fare una lezione di storia.

Però devo dire che è la prima volta che trovo siti d’interesse che raccontano una città dall’età preistorica all’età moderna.

Certo, con i viaggi organizzati è più facile.

Ma a Como, parcheggiando e andando al mercato ti fai già una camminata dall’età romana al medioevo.

“Parcheggiando?!”

Eh sì, ma andiamo con ordine.

Il sito archeologico da vedere a Como

Come ti dicevo, il Parco Spina Verde offre diversi percorsi interessanti e tra questi c’è il sentiero archeologico.

Ovviamente, l’ho percorso!

Devi sapere che in età preistorica la città di Como sorgeva sulle pendici del monte Caprino, che è la collina dove si trova anche il Castello Baradello.

Gli scavi hanno portato alla luce diversi resti particolarmente importanti dell’età del Bronzo.

E per la precisione, la maggior parte dei ritrovamenti testimoniano la presenza della civiltà di Golasecca.

Cos’è?

È la cultura che sta a cavallo tra l’età del Bronzo e l’età del Ferro.

Si sviluppò nella Pianura Padana e la sua scoperta portò alla luce diversi elementi rilevanti rispetto la conoscenza dell’Europa protostorica.

Ricordati che il sentiero protostorico è il numero 11: potrai vedere le Camere, che sono i più antichi resti di abitazione dell’area, le tracce dei carri, le incisioni e l’abitato di Pianvalle.

Quest’ultimo ha le caratteristiche di un centro proto-urbano ed è la testimonianza del fatto che Como, inizialmente, non si trovava nello stesso punto in cui è oggi.

Ed era anche un centro molto importante per la zona, finchè l’arrivo dei Galli e lo spopolamento del centro abitato la portarono ad un periodo di declino.

Se scegli il parcheggio giusto trovi le terme romane

Ed ora veniamo alla storia del parcheggio.

Devi sapere che a Como i parcheggi sono organizzati abbastanza bene con un sistema di Autosilo che, oltretutto, sono sempre monitorati ed i posti disponibili sono riferiti in tempo reale da un’app, dal sito del comune e dai cartelli luminosi.

Ebbene, se scegli il parcheggio giusto trovi anche un sito archeologico molto affascinante che ci aiuta a raccontare la storia di Como dal punto in cui mi sono interrotta.

Prendi nota: l’Autosilo a cui mi riferisco si chiama “Valduce”.

È comodo perchè è vicino al centro storico: puoi abbandonare lì l’auto e girare a piedi tutta la parte interessante della città.

Però stai attento ad imboccare l’entrata dell’Autosilo: io ci sono passata davanti due volte ma l’ho mancata e mi son dovuta fare nuovamente il giro dell’isolato.

Sensi unici, traffico e semafori compresi!

Comunque, quando lasci l’auto e scendi per imboccare la passerella pedonale, camminerai niente poco di meno che in mezzo a delle terme romane!

Nel II secolo a. C. il territorio venne conquistato dai romani e nel 59 a.C. Giulio Cesare fece costruire da zero la città, collocandola dove si trova attualmente.

Le terme, costruite grazie a donazioni di Plinio il Vecchio e funzionanti dal I al III secolo d.C., sono una delle testimonianze tangibili dell’età romana.

Ora sono visitabili grazie ad un sistema di passerelle sopraelevate.

Ma ci sono altre curiosità legate alla presenza romana sul territorio.

Pensa che per edificare la città, Giulio Cesare fece bonificare l’area antistante il lago e deviò anche il corso di alcuni fiumi.

Vi insediò poi diverse migliaia di coloni, tra cui 500 greci: si pensa che nomi di località come Corenno, Lenno e Nesso derivino proprio da nomi di città greche, come Corinto, Lemno e Nasso.

Incredibile, vero?

Io adoro questo genere di particolari!

Como medioevale: ecco cosa vedere

E una volta che hai parcheggiato sopra le terme romane? Cosa vedere a Como?

Come ti dicevo, dalla torre del Baradello si vede benissimo la struttura romana e poi medioevale della città.

Ed anche una volta che ci sei dentro, noti subito che il centro storico è delimitato da un camminamento e da diverse torri.

In particolare, puoi accedere al centro da “Porta Torre”.

Questa e le altre due torri a cui accennavo, furono fatte costruire da Federico Barbarossa nel suo programma di rafforzamento delle mura cittadine.

Il centro storico di Como è davvero molto bello ed interessante, ricco di viuzze caratteristiche e punti d’interesse.

Ti cito i due più famosi, gli altri dovrai scoprirli tu!

Innanzitutto verrai rapito dalla bellezza del suo Duomo!

È uno scrigno di tesori e vale la pena visitarlo: l’entrata costa 1 €.

La sua costruzione è iniziata alla fine del 1300 ed è l’ultima cattedrale gotica realizzata in Lombardia.

Ci vollero più di tre secoli per realizzarlo: nel tempo, i diversi artisti che ci hanno lavorato hanno apportato stili diversi al progetto, ma ciò che più colpisce internamente è la cupola alta 75 metri.

Ti giuro che guardandola dal centro mi girava la testa!

Subito fuori dal Duomo trovi il Broletto, un palazzo medioevale che era la sede originaria del comune di Como.

Si trovava collocato da parte alla chiesa proprio per sottolineare il legame tra il potere temporale e quello spirituale, ma successivamente a delle modifiche dovute alla costruzione del Duomo, perse il suo valore civico.

Divenne un teatro e poi un archivio.

A proposito di teatro, mi viene in mente che di fianco al Duomo c’è il teatro della città: mi è piaciuto tanto sentire la musica che si diffondeva su tutta la piazza e che invitava i turisti a dare un’occhiata all’interno!

Cosa vedere a Como, città di Alessandro Volta

Se dal centro città ti incammini verso il lago, inizierai a notare un’altra parte importante della storia di Como.

Siamo arrivati nell’età moderna ed è venuto il momento di parlare di Alessandro Volta, il più illustre cittadino comasco.

Fu ingegnere, chimico, fisico e soprattutto inventore della pila, nonchè scopritore del metano.

Mi sembra un bel vanto per la città, no?

Se non sai cosa vedere a Como in merito ad Alessandro Volta, ti ci accompagno io.

Devo dire che non conoscevo niente su di lui, finchè a Gravedona mi sono imbattuta in una casa dove Volta trascorse diversi giorni di vacanza “prima della gloriosa invenzione”.

Tempio Voltiano

Insomma, Como è così affezionata al suo cittadino che nel Novecento venne costruito addirittura un tempio.

È un museo scientifico realizzato in occasione del primo centenario dalla morte di Alessandro Volta.

Racchiude la strumentazione da lui utilizzata durante i suoi studi ed esperimenti, dagli studi sulla tensione elettrica, alla pila, ai gas etc.

Dove non esistevano più i pezzi originali, ne sono stati realizzati altri strettamente fedeli agli originali.

Devi vedere le prime pile “tascabili”: erano enormi e pesanti!

In sostanza, ho fatto un breve ripasso di fisica e chimica, materie a cui non pensavo dai tempi del liceo (e che non amavo particolarmente).

La visita costa 4 € a persona ed è possibile dal Martedì alla Domenica.

Faro Voltiano

A Brunate sono salita sul Faro Voltiano, ricordi?

Anche lui è stato costruito nel 1927 per il centenario della morte di Volta.

È una torre alta 29 metri e si accede alla sommità tramite una scala a chiocciola.

Purtroppo, non mi sono fermata alla sera e quindi non l’ho visto emettere luce verde, bianca e rossa ad intermittenza!

Monumento “The life electric”

Il monumento che si trova sul lungolago è davvero affascinante.

L’ho visto per la prima volta in quella giornata nevosa di cui ti parlavo sopra.

Non avevo capito molto del suo significato, così mi sono informata e sono tornata a vederlo.

Pensa che è alto 13 metri e pesa 29 tonnellate!

Realizzato in acciaio nel 2015, ha la forma di due sinusoidi contrapposte e rappresenta la tensione elettrica tra i due poli della batteria.

Un modo moderno di raccontare la scoperta della pila!

 

Como ed il suo lago: una delle bellezze più famose al mondo

Ma cosa sarebbe Como senza il suo lago?

Poco tempo fa ho letto che il Lago di Como è una delle bellezze da vedere almeno una volta nella vita, al pari della Muraglia Cinese e di altri fantastici e famosissimi posti.

Perchè?

Per via soprattutto delle sue ville.

Da vedere a Como: Villa Olmo

Non per niente se cerchi su Google “cosa vedere a Como”, ti esce l’elenco di tutte le ville del lago.

Proprio a Como, quella forse più nota, è Villa Olmo.

Si tratta di una bellissima costruzione neoclassica decisamente imponente.

I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1782 ed apparteneva ai Marchesi Odescalchi, che vi ospitarono personaggi come Napoleone e Ugo Foscolo.

Successivamente, quando era di proprietà dei Marchesi Raimondi, vi soggiornarono imperatori, regine ed anche Giuseppe Garibaldi.

Dal 2017 è oggetto di grandi lavori di restauro, ma è comunque accessibile ed è sede di diverse manifestazioni culturali.

Io ho fatto solo una passeggiata nel parco, dove si può entrare liberamente.

È fatto per la maggior parte da bellissime aiuole verdi, molto curate e geometricamente incastrate fra loro.

Di certo, è un bellissimo punto da cui osservare il lago e la città.

È proprio da lì che ti accorgi di come il lago prosegue verso Bellagio.

Ricordati però che non è possibile accomodarsi sulle aiuole, sdraiandosi o addirittura facendo un pic-nic: è assolutamente vietato, anche se i cartelli non vengono molto rispettati.

Il lungolago di Como

Durante il mio viaggio a Como ho sempre percorso almeno un breve tratto del suo lungolago.

Degli autosilo disponibili, ti consiglio il Valduce ed il Centro Lago, perchè ti permettono di arrivare velocemente sulla camminata del lungolago.

Nel primo caso ci arrivi attraversando la piazza del Duomo, nel secondo sei già fuori da tutto il centro cittadino.

Attraversi la strada ed è fatta.

Dalla partenza della funicolare di Brunate a Villa Olmo ci sono circa 2 km di camminamento.

E lungo il percorso trovi diversi dei punti di interesse di cui ti ho parlato: il monumento “The life electric”, raggiungibile con una camminata sulla diga foranea, il tempio Voltiano, il Monumento ai Caduti.

Passeggiando tra le barche ormeggiate, mi sembrava quasi di essere a Venezia: si vede subito il Duomo con la sua cupola maestosa, le banchine e la città che si fonde con il lago.

Tra l’altro, passi proprio dalla strada sul lungolago se decidi di fare tutto il giro del Lago di Como in auto.

E proprio vicino al lago c’è anche la sede dei trasporti utili per raggiungere la città: la stazione dei pullman, la stazione ferroviaria e la partenza dei battelli.

E vuoi un consiglio per gustare un pranzetto vicino al lungolago?

Io sono stata a “El Merendero”, dove puoi scegliere fra più di 100 panini con hamburger buonissimi.

E sono disponibili anche panini vegetariani e senza glutine.

Cosa mi ha lasciato Como

Immagino tu sia sfinito dopo tutto questo viaggio!

Se dovessi riassumerlo, ti direi questo.

Como mi ha lasciato l’immagine di una città a metà strada tra il fantastico della natura, dei panorami e dell’eleganza e la realtà delle città.

Tra il lago che sembra un posto onirico e la pianura che ti porta verso la metropoli.

Una città altamente turistica, dove ho visto mescolarsi diverse etnie e mode.

Abbastanza capace di sfruttare la sua bellezza: penso all’app per i parcheggi ed al bike sharing, oltre che alle iniziative come la “Città dei Balocchi”.

Quindi, mi raccomando: scegli almeno uno degli spunti che ti ho dato e goditi il tuo viaggio a Como!

E fammi sapere nei commenti se già conoscevi Como, se hai altri posti da suggerire e se hai in programma un viaggio da queste parti!

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