20 foto per ispirarti a vedere le montagne valsassinesi

 

L'arrivo al Larice bruciato
L’arrivo al Larice bruciato
Un cardo selvatico
Un cardo selvatico
La chiesetta di Camaggiore
La chiesetta di Camaggiore
La nebbia dopo un temporale sui monti di Pasturo
La nebbia dopo un temporale sui monti di Pasturo
Val Biandino
Val Biandino
Il Pizzo Tre Signori
Il Pizzo Tre Signori
La vallata di Biandino
La vallata di Biandino
L'altopiano visto dal Passo della Culmine di San Pietro
L’altopiano visto dal Passo della Culmine di San Pietro
I prati alla Culmine di San Pietro
I prati alla Culmine di San Pietro
La vista dal belvedere dei Piani Resinelli
La vista dal belvedere dei Piani Resinelli
L'ingresso del Parco Valentino ai Piani Resinelli
L’ingresso del Parco Valentino ai Piani Resinelli
Barzio visto dai monti di Pasturo
Barzio visto dai monti di Pasturo
La Grignetta dal Parco Valentino
La Grignetta dal Parco Valentino
La frazione di Comasira
La frazione di Comasira
Il Larice Bruciato
Il Larice Bruciato
La Grigna, dal Larice Bruciato
La Grigna, dal Larice Bruciato
La chiesetta del Pian delle Betulle
La chiesetta del Pian delle Betulle
La famiglia di cervi al Pian delle Betulle
La famiglia di cervi al Pian delle Betulle
L'alpe Ortighera
L’alpe Ortighera
L'alpe Cainallo
L’alpe Cainallo

Avrei innumerevoli ricordi da raccontare sulle montagne valsassinesi: sono cresciuta qui! Non so quante volte sono stata in ciascuno dei posti ritratti in queste foto ed in tanti altri che presto inserirò qui sul blog.

Se ripenso alle giornate trascorse in questi luoghi, quelle da bambina prima e da mamma adesso, sento un’unica sensazione, quasi un sapore in bocca, un odore. Un comun denominatore che lega Cainallo al Larice Bruciato, i Piani Resinelli a Biandino, Camaggiore al Passo della Culmine: la libertà.

Hai presente i magnifici sette che cavalcano nel vecchio west? Ecco, arrivare al Pian delle Betulle o in Val Biandino mi dà la stessa sensazione di libertà. Appena esci dal bosco e vedi quegli spazi aperti, ti viene spontaneo fare un grosso respiro (non solo per il fiatone dopo la salita) e sentirti parte di qualcosa di più grande.

Oppure la vista dal Larice Bruciato o dai Piani Resinelli o da Camaggiore: vedere dall’alto tutto quello che ci circonda ogni giorno e che, in qualche modo, ci tiene imprigionati, accorgersi che da quel punto di vista non è che un’inezia. E perdersi a guardare qualcosa di bello, come un fiore, un animale, un gioco di luce sul lago. È semplicemente meraviglioso!

E non serve essere alpinisti esperti per vivere queste emozioni. Possiamo gustarcele con tutta la famiglia, magari facendo un pic-nic sull’erba dopo una bella camminata. Non c’è niente di più bello!

 

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